lunedì 26 gennaio 2015

Il blog portfolio di Donato Sansone, alias Milkyeyes

L'ho scoperto grazie a una puntata di Animania su Sky Arte, una serie dedicata all'animazione italiana. Donato Sansone, noto come Milkyeyes, è un artista di origini lucane che vive a Torino, città nella quale ha trovato una “vocazione cinematografica” dai tratti molto originali. Eccentrico e allo stesso tempo accessibile a noi comuni mortali, Sansone rappresenta perfettamente lo stile dell'artista autentico, contrastato da qualità opposte, imprigionato in una personalità fragile e ansiosa, ma abile nel provocare a faccia scoperta con una libertà d'espressione forte e marcata. Donato è così, un cervellotico intimista che dipinge - prevalentemente di nero e blu grigio - facce in movimento che si scompongono, perdono pezzi, occhi e mani e braccia che cadono per terra, così come cazzi animati (passatemi il termine) che si divertono a prendere in giro chi li sta guardando: “cambio di volta in volta e di volta in volta faccio semplicemente quello che ho voglia di fare in un determinato momento... so solo di essere coerente con quello che è il mio piacere di creare senza dover per forza seguire una linea o un concept artistico ed estetico unico”. C'è un angolino in rete dove è possibile trovare le opere di Sansone – oltre aYoutube visto che ha realizzato videoclip per i Subsonica e Afterhours - ed è il blog su Tumblr che Donato dice di aver aperto “per lo stesso motivo per cui lo aprono tutti, cioè per mostrare le mie cose”. Le sue motivazioni da blogger fanno chiaramente intendere che il blog è per lui uno spazio accessorio, secondario, ma non meno importante delle sue opere, una finestra sul mondo e sulla rete che, per chi ha l'arte nel sangue, si propone come un'altra forma e possibilità di comunicazione.
Amazing!

donatosansone.tumblr.com 








sabato 17 gennaio 2015

memorie di una Vagina

Il web la descrive come una ragazza simpatica con il talento per la scrittura, precaria in amore alle prese con una città, Milano, che l'ha adottata per via del lavoro, una esibizionista che parla di sesso e che pubblica foto un po' così su Instagram e Facebook, una pseudo Bridget Jones o nel peggiore dei casi una Carrie Bradshaw. Io non le sopporto le recensioni che devono chiudersi col dare un'etichetta, negativa o positiva che sia. Specie in questo caso.
memoriediunavagina è il blog di una ragazza di Taranto che vive e lavora a Milano, ha degli amici, delle storie, qualche sera esce e qualche sera sta a casa, per le vacanze va a trovare i parenti al sud, le piace mangiare e vestirsi bene.
Vagina è una ragazza comune, niente di straordinario, con una sola eccezione: un altissimo talento per la scrittura, capace di dilungarsi in spendidi monologhi sulle faccende di una di noi.
Quando ho scritto la prima volta sul blog ero in pigiama di pile viola sul divano di casa mia. Probabilmente avevo appena finito di mangiare un pacco di patatine Più Gusto e mi accingevo a fumare quattrocentotrentacinque sigarette, ascoltando Battisti in loop e piangendo a intermittenza. E non sto esagerando. Se dovessi dire cosa ha un funzionato, perché la gente ha iniziato a leggere e a seguire il blog, ti direi per l'empatia creata con la Vagina. Perché non c'è troppa fiction. E perché parlo delle miserie e degli orgogli di essere una donna imperfetta. E il mondo è grazie a dio pieno di donne imperfette. E normali. E straordinarie”.
Questo blog è come una scatola piena di parole assemblate in maniera perfetta, ogni singolo post riesce ad avere un'anima profonda e solida, piena di valori e di speranza, oltre che di uno spiccato senso dell'umorismo.
Non so dire se il successo di questo blog nasca dal titolo accattivante, ironico e provocatorio o se tutta la sua luce derivi dalla capacità di questa ragazza di tessere storie e racconti semplici e grandiosi allo stesso tempo.
... E la storia della ragazza alla ricerca dell'amore “perfetto” la vedo solo come un piccolissimo contorno, il primo piatto è Vagina in carne e ossa, nelle sue giornate imperfette.


sabato 10 gennaio 2015

Table Babel: apparecchia la tavola e improve new languages!

Immaginate di trascorrere una serata in compagnia di perfetti sconosciuti, di cui non sapete nulla e soprattutto che non parlano la vostra lingua. Fico! Conosci nuove persone, impari nuove lingue e ti confronti con nuove culture. Tutto questo si chiama Table Babel e nasce dalla mente geniale della ventottenne catanese Helena Geraci, amante dei viaggi e delle culture e persona dalla grande sensibilità social.
Table Babel è una piattaforma virtuale alla quale si accede tramite iscrizione e grazie alla quale si diventa partecipi di eventi culinari (reali) in lingua straniera. Le città in cui, per ora, si sono intavolate le conversazioni sono Catania, Milano, Londra, Roma, Torino, Verona, Genova.
Ho sempre viaggiato molto e vissuto all'estero e quando sono rientrata in Italia avevo il bisogno di continuare a praticare le lingue che avevo studiato e utilizzato ma non riuscivo a trovare una realtà strutturata in cui incontrare altre persone per parlare in lingua nella mia città, Catania. Da lì allora l' idea di creare una piattaforma virtuale che raccogliesse eventi culinari organizzati dagli utenti in lingue straniere. Ogni evento si svolge in una determinata lingua, che sia l'organizzatore che gli invitati parleranno durante tutto il corso della serata. Gli eventi possono essere organizzati da chiunque, sia nella propria casa che in un locale pubblico come un bar o un ristorante, ma soprattutto in ogni città in Italia o all'estero. L'organizzatore fisserà una quota per persona che gli invitati pagheranno direttamente a lui/lei il giorno dell'evento”.
Il blog è inglobato nel progetto e risulta un po' soffocato, silenzioso, quasi superfluo dal momento che per l'approfondimento e l'interazione la fanno da padrone già i social network.
Prossimi eventi (iscrivetevi numerosi!):
24/01: Palermo Aperitivo in Inglese (location da definire)
28/01: Catania Cena in Inglese presso il ristorante Bio e Naturale La Cucina dei Colori
30/01: Milano Cena Gourmet in lingua inglese presso il ristorante La Dogana del Buongusto (appuntamenti che si ripeteranno anche il 26/02, il 26/03 e il 23/04)


domenica 4 gennaio 2015

Sull'arte, i sassi e di tutto un po'

Li avevo già visti ai mercatini di Natale di Bolzano, c'erano un cane, un gatto, un pappagallo, una tartaruga... e ho subito pensato: ma dai, sono come quelli che fa Ernestina. 
Sto parlando di sassi, dipinti in modo fantastico, super realistico che a guardarli viene voglia di accarezzarli per come assomigliano agli animali che rappresentano (mi sono trattenuta dal farlo per non finire in manicomio).
E' un'arte che sta prendendo piede, purtroppo anche tra i cinesi, ma ai fedeli del fatto a mano e del made in Italy suggerisco la blogger Ernestina Gallina di Cesenatico.
Il suo blog Sassi a p-arte, nato nel 2006, viaggia in parallelo con il sito internet Pietrevive, di cui non è assolutamente un doppione: “Volevo un diario personale dove raccontare la mia vita con i sassi, dove registrare la gioia e le frustrazioni, i momenti felici ma anche i fallimenti creativi che a volte sono inevitabili”, racconta Ernestina.
“Non ho mai voluto o inteso che fosse una vetrina di lavori, semmai un archivio, un modo di tenere memoria di tutto, momenti speciali e sassi. Col blog ho scoperto di essere una fonte di ispirazione per tanti che mi seguono. Guardando i miei sassi dipinti, e i procedimenti che ho spiegato passo a passo, tanti lettori hanno ricevuto l'impulso per provare loro stessi.
E' gratificante sapere che con le mie parole e le mie immagini, ho risvegliato la loro creatività dormiente e sono contenta di aver condiviso una parte di energia ispiratrice”.
Al blog è collegata una piattaforma e-commerce (Etsy) accessibile dalla sidebar di destra ma poco visibile a prima vista, lo devi andare a cercare per intenderci.
Tutto sommato, Sassi a p-arte come blog riesce a mantenere un suo perchè, considerando che non vive di luce riflessa dal sito internet - come dicevo prima – ma mantiene una personalità propria e in alcuni tratti resta addirittura lontano dal racconto dell'arte dei sassi dipinti. 



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