sabato 25 ottobre 2014

I 400 calci, una community da combattimento

Un blog che non si riesce a definire con poche parole, un mondo ricco e profondo quanto la sua musa ispiratrice: il cinema.
I 400 calci si sottotitola come una rivista di cinema da combattimento e io approvo in pieno perchè l'intensità di questo blog è tanta, grazie alla conoscenza dell'argomento e quindi a una meticolosa analisi di tutto ciò che è racchiuso nella settima arte: dalla trama agli attori, dalla colonna sonora alle locandine, dalle frasi celebri alle riprese, alla fotografia e al trailer, dalle simpatie e antipatie alle considerazioni riflessive.
Qui tutto viene visto tramite una lente di ingrandimento: “Ci piace cogliere ogni spunto meritevole per divagare in liberta' intorno a tutto cio' che il cosiddetto 'cinema da combattimento' rappresenta per noi, e trasmettere la nostra passione raccontando l'intera esperienza”.
Vincitore per ben due volte dei Macchianera Italian Awards come Miglior Blog Cinematografico, i 400 calci viene gestito da una gruppo di critici cinefili dai nick name bizzarri, es. Bongiorno Miike, Quantum Tarantino, Nanni Cobretti, Ciccolina Wertmuller, Darth Von Trier e altri ancora.
Chiunque si senta all'altezza di vivere in questo mondo, può interagire tramite commenti o attraverso i social... “ e se proprio qualcuno si vergogna a parlare di certe cose in pubblico, abbiamo persino una mail”.
Per niente scontato.



sabato 18 ottobre 2014

My Social Web: un blog che predica bene e razzola meglio!

Riccardo Esposito è davvero un ragazzo in gamba. E' uno dei pochi che, in un periodo difficilissimo, ha saputo fare della sua laurea in Scienze della Comunicazione un vero e proprio lavoro. Dopo svariate esperienze come adetto in agenzie stampa e web agency, Riccardo gioca la sua carta, si mette in proprio e inizia la sua avventura.
Il blog My Social Web prende vita il 28 marzo del 2009. E' un blog meticoloso, preciso e programmato, segue un piano editoriale, anche se riesce ad adattarsi alle notizie dell'ultimo momento senza troppi formalismi. Non è un giornale, è un blog a tutto tondo, seguito, condiviso, commentato; l'ingrediente principale è la sua stessa natura perchè parla di blogging, della scrittura per il web, del web marketing, dell' interazione efficace, della importanza di non scrivere e pubblicare post a vanvera.
Il segreto di un blog è scrivere per il proprio pubblico. Ho capito qual è l'interesse dei miei lettori e continuo a scrivere articoli che seguono una determinata strada. Ovviamente c'è anche un grande lavoro di risposta ai commenti e di interazione: le persone commentano quando ricevono risposte, quando sanno che dall'altra parte c'è qualcuno che legge e reagisce. E' un lavoro lungo: non è iniziato ieri!”.
Riccardo ha scritto anche il libro Fare blogging: il mio metodo per scrivere contenuti vincenti. 
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sabato 11 ottobre 2014

La notizia senza limiti conosciuta come Lercio

Vincitore del #MIA14, blog dall'indiscussa viralità sociale, simpatico a tutti e da alcuni preso addirittura sul serio. Sto parlando di Lercio, il blog cazzaro per eccellenza, padre di notizie esilaranti all'altezza di programmi come Mistero o Studio Aperto.
Dietro questo blog si nascondono menti sottili, astute, schizofreniche, che non lasciano niente al caso: ogni notizia, lercia dalla prima all' ultima parola, è studiata, pensata, inserita dentro un contesto storico, sociale, virtuale o televisivo perfettamente costruito.
L'informazione è il bersaglio fisso della penna affilata di Lercio, un accanimento che si spiega così: “Anche l'informazione è un potere e come tale è bersaglio della satira.
La parodia dell'informazione strillata, scandalistica e superficiale ci consente anche di attaccare i classici obiettivi della satira: politica, sesso, religione, morte”. 
Questa risposta spiegherebbe la scelta grafica di Lercio, calzante con quella di un giornale gratuito distribuito in metropolitana, stesso colore, stesso carattere, layout molto simile e titolo che sembra un po' il gemello "storpiato".
Niente da fare, Lercio è un mix che funziona, che ha trovato migliaia di adepti in rete e che, in poche parole, fa morire dalle risate.
Fighissimo!





mercoledì 8 ottobre 2014

Impara a creare la tua musica (è già un titolo)

Verona, anni 60. Un ragazzo hippie e musicista se ne va a zonzo con amici e una chitarra in spalla, non importa che ora è. 
Adesso questo ragazzo non è più un ragazzo, almeno all'anagrafe, ma il suo spirito viaggia libero e la sua mente armoniosa come una delle più belle canzoni che abbiamo mai ascoltato. 
Sergio Antolini è un blogger che in Impara a creare la tua musica si arrangia, che più che altro arrangia musica con uno strumento che non tutti conoscono. 
Si chiama Band-in-a-Box ed è un software che si acquista da internet e che lui mi descrive con queste parole: “Band-in-a-Box è un eccellente maestro di armonia soprattutto jazz, è utilissimo per studiare o anche solo divertirsi, suonando da soli o in compagnia ed anche per piano bar.
Purtroppo non è un software gratuito, ha prezzi molto variabili però, può essere acquistato in una versione base che permette di utilizzarlo liberamente con centinaia di stili musicali, si può comporre musica e salvare il proprio lavoro. Il limite consiste nel fatto che questa versione lavora con suoni midi, per ascoltare suoni belli è necessario perciò avere una buona scheda audio. Una volta compreso il suo modo di costruire gli arrangiamenti si può decidere di potenziarlo con aggiunte adatte ai propri scopi”.
Sergio dimostra tutta la sua sensibilità dal primo approccio, umile e propositivo, tant'è che da un po' di tempo a questa parte anche il blog si è vestito di nuovo: grafica, aggiornamenti e un linguaggio semplice e competente.
Il blog non gode della fama social ma tutto sommato è comprensibile essendo ancora giovane e in via di sviluppo. 





  

domenica 5 ottobre 2014

Essere o non essere: questo è il Trentenne!

La generazione del limbo, la seconda adolescenza, il passaggio dalla spensieratezza e il menefreghismo dei 20 anni alla necessità di mettere la testa a posto, se possibile...
Il Trentenne vive in effetti un transito continuo che bussa a qualsiasi porta della sua esistenza: il lavoro, la famiglia, i soldi e quindi il precariato, la firma del primo contratto, il mutuo, i trasferimenti per lavoro, per amore o per utopia.
Fare il Trentenne è davvero difficile, è un lavoro a tempo pieno, un continuo frullare di idee e buoni propositi per costruire qualcosa che sa di concreto.
Ed è proprio perchè avere 30 anni è una professione sentimentale a tempo pieno che il blog ITrentenni va alla grande!
Tre ragazze, Ilaria Silvia e Stefania, guardano e descrivono quest'età da qualsiasi punto di vista. E il bello è che non lo fanno da sole, ma grazie anche al contributo del loro pubblico di utenti che inviano le loro storie di vita da Trentenni.
Abbiamo scoperto - fortunatamente - che i sentimenti di cui parliamo, dall'amore al lavoro, sono condivisibili da tantissimi Trentenni. Che la nostra generazione è davvero quella più colpita dal periodo storico in cui ci troviamo, la crisi, il precariato, l'incertezza sul futuro, però allo stesso tempo abbiamo capito che siamo una generazione che non si abbatte, che sogna e che ha voglia di fare. A volte è solo questione di iniziare. Poi abbiamo avuto la conferma che le persone hanno voglia di ridere, ridere anche delle cose più serie”.
Dal motto ottimista "Dai Trenta in su puoi fare tutto!" questo blog rispecchia perfettamente lo stile di chi lo gestisce: essenziale, spiritoso ma allo stesso tempo costruttivo e soprattutto strapieno di sogni da realizzare.
Sarà che anche io sono una inguaribile Trentenne, ma personalmente senza questo blog non riesco più a stare!



giovedì 2 ottobre 2014

Il Bardo Doloroso, quello che nel fantasy si sente stretto

Notizia sorprendente: il fantasy è stato finalmente sconsacrato!
Il Bardo Doloroso (sull'origine del nome tergiverso per via di una storia pseudo straziante che vi risparmio ...) ne ha abbastanza di questo fantasy così uguale, schematico, in cui la fantasia sembra imprigionata dentro scelte editoriali preconfezionate. Egli afferma infatti che “il fantasy è un genere che amo, ma che oggi è tristemente stagnante. A dispetto del suo nome sembra che la fantasia sia stata bandita del tutto, e sempre più spesso si fa abuso di cliché, di forme narrative prefabbricate e di imitazioni dei maestri del genere (Tolkien, tanto per dirne uno). Nani, elfi, signori del male, eserciti di orchi (o simil-orchi) che calano da nord insidiando le terre dei buoni, maghi, potenti artefatti, eccetera eccetera. Rispetto alla fantascienza, genere sempre in evoluzione, il fantasy si basa quindi su archetipi e figure standard facilmente riconoscibili, per questo è facile ridicolizzarlo e farne parodie”.
L'autore non ha tutti i torti e il suo dna preserva un genere umoristico davvero pungente; immagino un cantore schietto e fuori controllo che prova a far cambiare strada ai finali scontati. Si ingegna nel far fiorire storie fantastiche e poi - talento originale - fa scegliere il finale della storia ai lettori, propone soluzioni alternative... butta l'amo alla rete insomma.
Idea geniale alla quale invito a partecipare!
Ps. “Attualmente il Bardo ha due preziosi collaboratori fissi e attivi: Clara e PM. Entrambi scrivono storie ambientate nell'universo narrativo del Bardo, magari utilizzando personaggi che ho inventato io o ideandone di totalmente nuovi. La cosa bella è che a volte queste differenti linee narrative s'intrecciano brevemente, per dare la sensazione che il mondo che sviluppiamo sia vivo e in movimento”.







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